Screening piede diabetico

E’ noto che i diabetici siano pazienti ad alto rischio per gravi complicanze, tra le quali le patologie a livello del piede, sia d’origine vascolare sia per la presenza di neuropatia, sia di origine mista (piede neuro-ischemico).

Ogni paziente diabetico essere sottoposto all’esame clinico del piede, per l’identificazione del rischio di ulcerazione.
Tale procedura iniziale consente di:
- mettere immediatamente in atto le necessarie misure preventive e/o curative se indicate
- determinare la frequenza individuale necessaria per le successive valutazioni podologiche del piede, in base all’entità di rischio riscontrato
-  sensibilizzare il paziente al problema ed educarlo all’automonitoraggio e cura del piede in modo corretto.
E’ raccomandato che l’esame del piede a basso rischio ulcerativo debba essere ripetuto almeno una volta all’anno; in presenza di uno o più fattori di rischio accertati le rivalutazioni dovrebbero essere intensificate (da 1 a 6 mesi) in base all’entità del problema.
La valutazione prevede:
1) L’anamnesi raccolta delle seguenti informazioni:
- classificazione del diabete (tipo 1 o 2)
- durata del diabete
- terapia antidiabetica orale e/o insulina
- altra terapia medica in atto
- tabagismo
- BMI
- ipertensione arteriosa
- presenza/assenza di complicanze 
- pregressa ulcera/amputazione
2) Ispezione del piede ricerca di:
- piede cavo/piatto
- ipercheratosi
- deformazioni ossee
- Charcot
- termotatto
- cianosi/pallore
- atrofia cutanea e/o pilifera
- ipoidrosi
- lesioni ulcerative
3) Palpazione dei polsi ricerca di:
- polso tibiale destro e sinistro
- polso pedidio destro e sinistro FIG 8
- polso popliteo e femorale, in caso di assenza dei polsi periferici
4) Riflessi ricerca del:
- riflesso patellare bilaterale
- riflesso achilleo bilaterale
- riflesso medio-plantare
5) Sensibilità tattile mediante monofilamento di Semmes-Weinstein
L’applicazione del monofilamento da 10 gr (5.07 Semmes-Weinstein) perpendicolarmente alla superficie cutanea in corrispondenza delle teste metatarsali e all’alluce permette di rilevare la sensibilità alla pressione. Il test è predittivo di comparsa di ulcerazione se il monofilamento non è avvertito in 5 punti su 9 o in 3 punti su 6 esaminati.
6) Sensibilità vibratoria
Mediante biotesiometro applicato al malleolo o, in alternativa, diapason da 128 Hz o graduato in corrispondenza di zona ossea falange distale I dito è possibile rilevare un eventuale deficit di sensibilità. 
 

 

7) Determinazione di ABI (ankle/brachial index) o Indice di Windsor
L’ABI è il rapporto tra pressione sistolica alla caviglia e pressione sistolica omolaterale al braccio, entrambe misurate in decubito supino mediante Doppler ad onda continua  

 

 

 

L’identificazione dei fattori di rischio del piede diabetico mediante lo screening, permette di inquadrare in modo semplice, rapido e poco costoso i nostri pazienti. Ciò consente di determinare l’eventuale presenza di neuropatia e/o arteriopatia diabetica, anche in assenza di lesioni, e di mettere in atto in collaborazione con diabetologo, ortopedico, medico di medicina generale, eec misure:
- preventive quali l’educazione del paziente e la prescrizione di calzature adeguate, specie se in presenza di deformità ossee ed alterazioni della biomeccanica del piede
- curative in presenza di pre-ulcerazioni o lesioni del piede
- diagnostico/terapeutiche mediante ulteriori accertamenti e provvedimenti eseguite da medici specialisti, secondo il riscontro clinico; 

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